L’analisi di FederPartiteIva in merito al “Decreto Salario Giusto” approvato dal Governo Meloni in occasione del Primo Maggio 2026

Il nostro Sindacato Datoriale si ritiene soddisfatto del recente Decreto del 1° maggio denominato “Decreto Salario Giusto” ad eccezione del fatto che non si è ancora voluto scardinare il “perimetro sindacale” e, in parole povere, lo storico “oligopolio sindacale” che opprime la libertà sindacale il quale è composto dalla Triplice Sindacale e, vale a dire, le solite Organizzazioni Sindacali della CGIL, CISL e UIL le quali nutrono un perenne timore di gareggiare in “libera concorrenza” con diversi altri Sindacati maggiormente rappresentativi, come CONFINTESA, che sono molto presenti e influenti sia nella Pubblica Amministrazione che nel Privato Impiego.

A prescindere da quanto prima esposto, il nostro Sindacato Datoriale precisa che è stato redatto un ottimo Decreto il quale è teso sia a contribuire circa la lotta ai “contratti pirata”, creatori del cosiddetto fenomeno del “dumping contrattuale” che produce paghe irrisorie ai danni dei lavoratori dipendenti, – ed, infatti, anche i C.C.N.L. (Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro) stipulati da FederPartiteIva sono degni di essere considerati degli ottimi contratti se, nella sostanza, prevedono un T.E.C. (Trattamento Economico Complessivo) almeno pari a quello previsto dai Contratti denominati “Contratti Leader”e sia a salvaguardare la libertà sindacale e, dunque, con tale Decreto del Governo Italiano sarà sempre garantita la libertà di ogni Imprenditore e di ogni Professionista di poter scegliere liberamente il Sindacato Datoriale a cui affidare le proprie attività di assistenza sindacale.

Nella pratica, viene premiato il metodo della “equivalenza sostanziale” tramite cui è possibile confrontare il “contenuto economico” e il “contenuto normativo” di un qualsiasi CCNL non firmato dalla CGIL, CISL e UIL con quelli denominati “Contratti Leader” (ossia di quelli firmati dalla Triplice Sindacale) i quali sono così definiti, non perché prevedono migliori condizioni di favore per i lavoratori dipendenti, soltanto per prendere atto che sono firmati dai Sindacati storici e, cioè, da quelli nati già a partire dalla nascita della nostra Repubblica Italiana.

Inoltre, il “Decreto Salario Giusto” non introduce un “salario minimo legale” e, in tale maniera, evita che le retribuzioni scendano toccando questa ipotetica soglia minima di salario a danno dei prestatori di lavoro, mentre, introduce il concetto del “salario giusto” che va ad agganciarsi alla Contrattazione Collettiva di Qualità prodotta da quei Sindacati maggiormente virtuosi i quali, così facendo, saranno ritenuti responsabili e, quindi, si sentiranno spronati continuamente a fornire risposte sempre giuste, in base al momento storico che si vive, a tutti i lavoratori dipendenti e, in particolare, di quei lavoratori dei settori economici privati non coperti dai CCNL di qualità.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *