Vi riportiamo il link da Instagram di un imprenditore vicentino il quale racconta la propria odissea vissuta con la Mala Giustizia perché questo racconto vale, chiaramente, più di qualunque spiegazione:
https://www.instagram.com/reel/DTdqs39gra_/?igsh=MWswbXhubzJrYWVqdA==
Prima del nostro brevissimo parere in merito al Referendum del 22 e 23 marzo che Vi abbiamo riportato alla fine del presente articolo, Vi abbiamo trascritto di seguito ogni singola parola del racconto di questo imprenditore vicentino le quali sono le seguenti:
“Mi chiamo Olivieri Diego.
Sono stato arrestato la notte del 22 ottobre del 2007 da sei uomini della DIA e tre Carabinieri. Perquisirono tutto: casa e uffici. E mi sequestrarono tutto, dai beni immobili ai conti correnti.
Fu nominato un Custode Giudiziario e ho dovuto dare le dimissioni come Amministratore della mia Impresa.
Nel mandato di arresto era previsto l’isolamento in carcere che significa il 41 bis.
Le accuse che mi riguardarono erano:
- concorso esterno in associazione mafiosa;
- traffico internazionale di droga in grandi quantità;
- riciclaggio di 600 milioni di dollari;
- e, per finire, insider trading.
Da onesto imprenditore vicentino ero diventato un criminale internazionale.
L’onestà, la fiducia nelle istituzioni, il rispetto della legge e del prossimo, la trasparenza e la rettitudine non sono sufficienti ad evitare ad un innocente delle atroci sofferenze.
Il lavoro e il successo in campo imprenditoriale non sono premiati ma guardati con sospetto e il sospetto è sufficiente per sbattere in carcere una persona e magari privarla di tutti i suoi beni.
Oggi scelgo di trasformare questa ferita in un impegno.
Per questo voterò SÌ a questo referendum perché la Giustizia diventi effettiva garanzia per ogni cittadino.
La mia vita è cambiata e vivo come se dovessi morire subito e penso come se non dovessi morire mai.”
DI SEGUITO LE NOSTRE CONSIDERAZIONI IN MERITO AL REFERENDUM DEL 22 E DEL 23 MARZO.
Ricordiamo che non c’è il quorum e che, dunque, non bisogna superare nessun minimo di persone le quali dovranno recarsi a votare perché, appunto, deciderà la maggioranza di quegli elettori che esprimeranno il proprio voto.
Proprio per questa ragione, è fondamentale recarsi a votare per il SÌ e, nel frattempo, far comprendere già da subito a familiari, amici, colleghi di lavoro e conoscenti che bisogna, già di primo mattino, andare ai seggi con la tessera elettorale e carta d’identità tra le mani.
Terminiamo questo brevissimo articolo facendo presente ai nostri iscritti e ai nostri dirigenti territoriali che, anche dal punto di vista imprenditoriale ed economico in generale, questa attuale Giustizia NON GIUSTA arreca danni enormi la quale, pertanto, va riformata come proposto dal Comitato per il SÌ il quale ci ha spiegato più volte che:
- la separazione delle carriere tra il P.M. (Pubblico Ministero) e il G.I.P. (Giudice per le Indagini Preliminari) permetterà al Giudice di non essere più costretto ad accontentare le richieste del P.M. perché con questa attuale normativa il P.M. giudica la carriera del Giudice e, dunque, se vincerà il SÌ la stragrande maggioranza delle richieste di avviare i processi, su volere dei P.M. che spessissimo non hanno prove valide e neanche un indizio generico, non verranno più accettate dai G.I.P. i quali, in questa maniera, potranno concentrarsi sulle reali ipotesi di reato;
- il sorteggio di quei Magistrati che andranno a far parte dei due nuovi C.S.M. renderà ogni Magistrato libero di poter lavorare senza dover eseguire le direttive impartite dalle diverse correnti politicizzate della Magistratura ed, inoltre, non faranno più carriera quei Magistrati legati a doppio filo con una di queste correnti politiche interne alla Magistratura;
- l’introduzione della Alta Corte Disciplinare, formata anche da persone esterne alla Magistratura ma dotate di competenze giuridiche ed esperienza come Professori Universitari e Avvocati di lungo corso, provocherà un effetto positivo perché saranno condannati quei Giudici (al momento sono gli unici cittadini e gli unici Professionisti della Pubblica Amministrazione e anche del Privato Impiego che non pagano mai per i loro errori) che avranno sbagliato a giudicare una normale persona, un normale imprenditore o un normale professionista. Nello specifico, i primi tre componenti dell’Alta Corte Disciplinare saranno scelti dal Presidente della Repubblica, altri tre saranno scelti dall’intero Parlamento (e non dalla Maggioranza di Governo) e i restanti sei (e, vale a dire, la metà) saranno sorteggiati tra tutti i Magistrati (Giudici e P.M.).
Dunque, con la vittoria del SÌ anche il mondo produttivo sarà più libero di lavorare perché si sentirà più sicuro e tale situazione di ulteriore ottimismo sarà anche il miglior bigliettino da visita che renderà attraente la nostra amata Italia anche agli occhi di tutti gli imprenditori stranieri i quali faranno la gara per investire nei nostri bellissimi territori.
FederPartiteIva invita tutti a votare per il SÌ perché è la scelta più giusta, sia per le nostre imprese e sia per ognuno di noi in qualità di normali cittadini di questa bellissima Nazione che si chiama Italia.










